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Comunicato
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Roma 05-02-2005
5 febbraio 2005, esce in Italia “Blu”
di Sergio Altamura
Esce in Italia il 5 febbraio 2005 “Blu”,
il primo album per chitarra acustica solista
di Sergio Altamura (prodotto da Will Ackerman
per Imaginary Road Music, 2004). Registrato
presso gli studi della Imaginary Road Studios
di Will Ackerman (chitarrista di prima fila
della New Age e fondatore della storica Windham
Hill Records), “Blu” è
un album di 12 tracce, tutte firmate da Sergio
Altamura con l’eccezione di “The
Name Of The Rose” scritta e suonata
insieme allo stesso Ackerman, che duetta con
Altamura anche in un altro brano del disco,
“Before The Sea”. Ideale prosecuzione
di una ricerca timbrica e sonora già
presente nei precedenti progetti del quartetto
Ark Ensemble, “Blu” esplora con
una sensibilità tutta contemporanea
le possibilità della musica strumentale
per chitarra acustica, la cui voce solista
viene di volta in volta alternata o moltiplicata
con loop, percussioni, canto e altre voci
chitarristiche. In questo album Sergio Altamura
suona una dodici corde, una Tenore e una Baritono,
oltre ai loop elettronici, voce e percussioni;
Will Ackerman suona la chitarra acustica nella
traccia “Before The Sea” e la
parlour guitar in “The Name Of The Rose”;
Noah Wilding infine presta la voce in “Before
The Sea”.
Elenco
tracce (durata totale 44:38)
4c 2:07
Villaggio Globale 4:24
Les Milles Lumières d’Anita
5:26
Fog 2:47
Luna 3:21
Mr Art Valnades 3:11
Before The Sea 7:33
Un Petit Cadeaux Pour Amy 4 :31
The Name Of The Rose 4:00
The Octopus Man 2:37
Viandanti 2:12
Breakfast With The Sun 2:24 |

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Note
Molti brani sono ispirati ai personaggi che
affollano la vita di Sergio Altamura, nella
sua casa sugli Appennini emiliani, oppure
nei suoi appunti di viaggio: “Les milles
lumières d’Anita”, ad esempio,
è dedicato ad una bimba di 4 anni,
Anita, che vive all’ultimo piano di
una torre cinquecentesca. In quella che un
tempo era una piccionaia adesso c’è
una stanza con dei vetrini sistemati davanti
ad ognuno dei vecchi fori d’accesso
per i volatili. Nelle notti di luna piena,
fasci di raggi avvolgono la stanza della piccola
Anita in un gioco di luci ed ombre che rendono
l’ambiente quasi surreale: i raggi sono
degli stroboscopi, la stanza il palcoscenico
per la rappresentazione di una fiaba. “The
octopus man” è l’amico
e collaboratore Pino Basile, percussionista
poliedrico e policromo, profondo conoscitore
dello strumento e ricercatore esperto di sonorità
con materiali di scarto della società
industriale. L’ immagine del “polipo”
che ha guidato Sergio Altamura nella simultanea
esecuzione della parte ritmica e strumentale,
è quella di Basile impegnato a tirar
fuori dalle percussioni tutti i suoni possibili
ed “impossibili” con una naturalezza
ed una solarità che sono i caratteri
più autentici della terra in cui entrambi
i musicisti sono nati, la Puglia.
“Villaggio Globale” è ispirato
a un viaggio interno nella città di
Roma in occasione di un concerto presso l’omonimo
centro sociale. Dice Altamura che “Il
pomeriggio, dovendo scaricare gli strumenti
nel retro dello stabile, attraversammo in
macchina una vasta zona. Questo tragitto si
trasformò in un viaggio incredibile.
Le immagini di un campo Rom mi rimasero impresse
come scatti fotografici. Roulotte e panni
stesi dappertutto, visi di donne e bambini
segnate da mille tragitti, cavalli e, poco
più in là, l’invito a
cena di due romani che con cura e naturalezza
avevano apparecchiato una tavola di fortuna
per gustare delle fettuccine al riparo di
un cavalcavia… E l’arrivo al centro
sociale stesso popolato da persone di diversa
nazionalità non fu meno straordinario...
Questo brano si ispira a quel suggestivo pomeriggio,
alle mille immagini che questo “Villaggio
Globale” mi ha offerto.”
“4c” è un brano suonato
con una vecchia Martin a quattro corde del
1959: uno strumento che dichiara tutto il
suo passato, e che nell’album suona
una semplice melodia dal sapore antico, composta
immaginando locali fumosi gremiti di gente,
salotti perbene o cortili di campagna dove
forse era stata prima la voce di questa chitarra.
“Before the sea”: Altamura è
nato in una città di mare, e prima
o poi tornerà a vivere al mare... Questo
brano è suonato insieme a Will Ackerman,
come pure “The Name of the Rose”,
una composizione firmata a due e nata da una
conversazione dopo cena a proposito dei propri
film preferiti. “Tutto nacque da un’idea
di Will sviluppata poi in studio. Finito di
registrare Will mi chiese: come lo chiamiamo?
Io gli risposi di non averne idea. Dopo qualche
attimo mi disse: perché non lo chiamiamo
“The Name of the Rose”, come il
film, visto che l’abbiamo guardato 50
volte ciascuno?”
Sergio Altamura
Nato a Molfetta (Bari), inizia la sua attività
concertistica nel 1985 esibendosi in vari
gruppi rock. Dal 1993 si dedica completamente
allo studio della chitarra acustica. Dal 1995
inizia la sua attività concertistica
solista riscuotendo buoni consensi in Italia.
Nel 1998 dà il via al progetto Ark
Ensemble collaborando con il percussionista
Pino Basile. Oltre all'attività concertistica
si dedica alla composizione di musiche per
teatro, film e documentari. Insegna dal 1994
in vari centri culturali. Inoltre conduce
seminari sulle varie tecniche della chitarra
acustica contemporanea. E' laureato al D.A.M.S
di Bologna con una tesi di laurea in semiologia
della musica che ha come argomento la musica
per chitarra acustica. Vari sono i progetti
discografici solistici, in duo, in quartetto
e come arrangiatore. Tra tutti spicca il suo
ultimo disco solistico, “BLU”,
prodotto da William Ackerman (già fondatore
della Windham Hill Records) registrato nel
Luglio 2004 presso gli studi Imaginary Road,
VT, U.S.A.
Discografia
Ark Ensemble, Ark Ensemble, Autoprodotto,
1998
Rimbaud, Ark Ensemble, Autoprodotto/Tre Lune
Records, 2003
Sergio Altamura, Blu, Imaginary Road Music
(BMI), 2004
www.sergioaltamura.com
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